Opzione Donna – Opzione per il contributivo

Opzione Donna – Opzione per il contributivo

Con opzione donna si indica il regime sperimentale introdotto dalla l. 243/04, che permette alle lavoratrici dipendenti, anche del pubblico impiego, e alle autonome, il pensionamento anticipato con 57 anni di età (58 per le autonome) e 35 anni di contributi congiuntamente maturati entro il 31 dicembre 2015.

Requisiti

La condizione è che, per effetto dell’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita Istat e del meccanismo delle finestre, la prima data utile di decorrenza della pensione si deve aprire successivamente al 31.12.2015.

Per opzione donna, infatti, resta in vigore il meccanismo delle finestre mobili, per effetto del quale la decorrenza della pensione, e dunque l’erogazione dell’assegno, avviene dopo 12 mesi (18 mesi per le autonome) dalla maturazione dei suddetti requisiti.

Per quanto riguarda l’importo della pensione, si ricorda che l’adesione al regime “opzione donna” comporta che il calcolo dell’assegno pensionistico avverrà esclusivamente col metodo contributivo, dunque con una decurtazione media, rispetto all’ultimo stipendio percepito, che oscilla tra il 25% e il 35%. Il taglio è tuttavia molto variabile, in quanto è funzione dell’età della lavoratrice e delle caratteristiche di retribuzione, anzianità e carriera della stessa alla data di accesso al regime.

La l. 232/2016 (Legge di Stabilità per il 2017) ha prorogato il regime sperimentale, includendovi anche le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958 (1957 per le autonome). Ciò significa che queste lavoratrici, in considerazione degli adeguamenti alla speranza di vita, matureranno il diritto all’opzione entro il 31 luglio 2016. Di conseguenza, la decorrenza della prestazione sarà a partire dal 1 agosto 2017 per le dipendenti (finestra 12 mesi), e dal 1 febbraio 2018 per le autonome (finestra 18 mesi).

Per il perfezionamento dei 35 anni sono utili i contributi a qualsiasi titolo accreditati. Per le lavoratrici dipendenti del settore privato, tuttavia, non concorrono i contributi accreditati per malattia e disoccupazione.