Pensione anticipata (ex anzianità) – normativa

Pensione anticipata (ex anzianità) – normativa

La pensione anticipata è una prestazione pensionistica erogata dall’assicurazione generale obbligatoria (AGO), dai fondi ad essa sostitutivi, esclusivi o esonerativi, nonchè dalla gestione separata dell’Inps, al raggiungimento del requisito contributivo richiesto, a prescindere dall’età anagrafica del lavoratore.

È entrata in vigore dal 2012 a seguito della Riforma Fornero (D.L. 201/2011), in sostituzione dell’istituto previgente, la pensione di anzianità.

Requisito contributivo

A partire dal 1 gennaio 2016, e fino al 31 dicembre 2018, i contributi richiesti per accedere alla pensione anticipata sono pari a 42 anni e 10 mesi, per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi, per le donne, indistintamente del settore pubblico o privato, nonché per tutti gli autonomi.

È idonea la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo (obbligatoria, volontaria, da riscatto, figurativa). Tuttavia, per gli iscritti all’AGO e ai fondi ad essa sostitutivi, è necessario possedere almeno 35 anni di contributi al netto della contribuzione figurativa da disoccupazione e malattia.

Inoltre, è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, ma non dell’attività svolta come lavoratore autonomo. La prestazione decorre immediatamente dopo il perfezionamento del requisito richiesto. Nella pratica, dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si presenta la domanda di pensione (salvo casi particolari, vedi es. comparto scuola).

Legge di stabilità per il 2017

La legge 232/2016 (legge di bilancio per il 2017) ha introdotto una riduzione del requisito sopra esposto a 41 anni, per i cosiddetti lavoratori precoci, ossia uomini e donne con 12 mesi di lavoro effettivo, e relativi contributi versati, prima del 19° anno di età, e che inoltre facciano parte di uno dei seguenti profili cd. meritevoli di tutela:

  • disoccupati a seguito di cessazione del rapporto lavorativo per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale ex art. 7, l. 604/1966, che abbiano concluso integralmente la disoccupazione loro spettante per la disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • assistenti, da almeno 6 mesi, del coniuge o del parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, art. 3, co. 3, l. 104/1992;
  • coloro per i quali è riconosciuta una riduzione dell’abilità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per l’invalidità civile, pari o superiore al 74%;
  • lavoratori dipendenti che svolgono, al momento del pensionamento, da almeno 6 anni ed in via continuativa, attività lavorative o mansioni il cui svolgimento è ritenuto particolarmente gravoso o rischioso, ovvero lavoratori notturni o che svolgono mansioni usuranti