Pensione ai superstiti (reversibilità)

Pensione ai superstiti (reversibilità)

Alla morte di un pensionato o di un lavoratore assicurato, l’ordinamento giuridico riconosce ad alcuni dei suoi familiari più stretti il diritto ad una pensione (indiretta o di reversibilità). Vediamo dunque i principali requisiti e condizioni per accedere a queste tipologie di prestazioni.

 I beneficiari

L’articolo 13 della legge 636/1939 individua i familiari superstiti che hanno diritto alla prestazione previdenziale alla sua morte. Essi sono:

a) il coniuge superstite, anche se separato. Se il coniuge superstite è separato con addebito, la pensione ai superstiti spetta a condizione che gli sia stato riconosciuto dal Tribunale il diritto agli alimenti. La pensione spetta anche al coniuge divorziato solo se titolare di assegno divorzile e a condizione che non si sia risposato. Qualora il defunto avesse contratto due matrimoni la pensione ai superstiti sarà ripartita tra il coniuge superstite e l’ex coniuge divorziato (del 1° matrimonio);

b) i figli del lavoratore o del pensionato deceduto (figli legittimati o naturali, adottivi o affiliati,riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, i figli nati da precedente matrimonio del coniuge del lavoratore deceduto). Per avere diritto alla pensione, i figli alla data della morte del lavoratore o pensionato devono risultare:

  1. minorenni (fino a 18 anni);
  2. maggiorenni studenti di scuola media o professionale fino a 21 anni a carico del deceduto a condizione di non prestare attività lavorativa;
  3. maggiorenni studenti universitari per la durata del corso legale di laurea e comunque non oltre i 26 anni, sempre a carico del deceduto e a condizione di non prestare attività lavorativa;
  4. inabili di qualsiasi età che risultassero a carico del deceduto alla data della morte;

c) in mancanza del coniuge e dei figli, spetta, nell’ordine, ai seguenti familiari:

  1. nipoti minori solo se a carico degli ascendenti (nonno o nonna) alla data di morte dei medesimi e con loro conviventi;
  2. genitori d’età non inferiore a 65 anni, oppure in loro mancanza, fratelli celibi inabili e sorelle nubili inabili, non titolari di pensione, che alla data di morte del de cuius fossero a carico del medesimo.

Le prestazioni

Il tipo di prestazione che spetta ai superstiti dipende dalla posizione del defunto:

  • al familiare superstite spetta la c.d. pensione di reversibilità, se il de cuius era titolare di una qualsiasi prestazione previdenziale (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di inabilità; fa eccezione solamente l’assegno ordinario di invalidità, in quanto non reversibile);
  • se invece il de cuius era un lavoratore dipendente (e quindi non ancora titolare di pensione), che poteva vantare alcuni requisiti contributivi, ai superstiti spetta una c.d. pensione indiretta; circa i requisiti contributivi, il defunto deve vantare al momento del decesso alternativamente: 1) 15 anni totali di contributi; oppure 2) 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni versati nei 5 anni precedenti il decesso;
  • se nessuna di queste prestazioni può essere concessa, al coniuge, o in mancanza ai figli, spetta l’indennità di morte, una elargizione una tantum basata sull’entità dei contributi versati dal de cuius assicurato.

 

L’importo della reversibilità

La pensione ai superstiti viene liquidata in misura percentuale del rateo corrisposto o che si sarebbe dovuto corrispondere al lavoratore o al pensionato defunto comprensivo dell’eventuale integrazione al minimo, secondo le seguenti percentuali:

  • 60%, solo coniuge;
  • 70%, solo un figlio;
  • 80%, coniuge e un figlio o due figli senza coniuge;
  • 100% coniuge e due o più figli o tre o più figli;
  • 15% per ogni altro familiare avente diritto, diverso dal coniuge, figli e nipoti.

Se si tratta di pensione di reversibilità si applica la percentuale all’importo della pensione liquidata al deceduto. Per la pensione indiretta si calcola l’importo di quella che sarebbe spettata all’assicurato al momento del decesso tenendo conto dell’entità dei contributi accreditati a quella data e si applica la percentuale spettante.

L’importo della pensione ai superstiti viene ridotto se il reddito del beneficiario è superiore al trattamento minimo del Fondo Pensioni Lavoratori: nella misura del 25%, se il reddito è superiore di 3 volte; 40% se il reddito è superiore di 4 volte; 50% se il reddito è superiore di 5 volte.

La pensione ai superstiti decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello del decesso del lavoratore / pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.